
dall’8 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027
Si è tenuta mercoledì 7 ottobre, la presentazione della mostra “Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito” che accoglierà i visitatori dall’8 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027 presso MYOWNGALLERY – Superstudio Più di Milano.
Alla conferenza hanno partecipato la curatrice Vittoria Mainoldi e la Console Generale del Messico María de los Angeles Arriola Aguirre.
Attraverso gli scatti di alcuni dei più grandi maestri della fotografia del Novecento come Edward Weston, Nickolas Muray, Imogen Cunningham, Lucienne Bloch, Toni Frissell, Julien Levy, Lola Álvarez Bravo, Bernard Silberstein, Gisèle Freund, Fritz Henle, l’esposizione racconta il processo che ha trasformato Frida Kahlo in una delle icone più riconoscibili della cultura contemporanea.
ATTRAVERSO I MIEI OCCHI
FRIDA KAHLO e la costruzione del mito
8 OTTOBRE 2026 – 11 GENNAIO 2027
MYOWNGALLERY – SUPERSTUDIO PIU’
MILANO – VIA TORTONA, 27
C’è un volto che, più di ogni altro, ha attraversato il Novecento fino a diventare un’icona universale: quello di Frida Kahlo. Ma come nasce un’icona? Quale ruolo ha avuto la fotografia nel trasformare il volto di Frida Kahlo in uno dei simboli più riconoscibili dell’arte e dell’immaginario collettivo del Novecento?
È questa la prospettiva inedita della mostra “Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito“, che accoglierà i visitatori dall’8 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027 presso MYOWNGALLERY – Superstudio Più di Milano. Attraverso una selezione di immagini realizzate da alcuni dei più grandi maestri della fotografia del Novecento, l’esposizione ripercorre il processo che ha trasformato Frida Kahlo in una delle icone più riconoscibili della cultura contemporanea.
Un tema oggi al centro del dibattito internazionale, come dimostra anche la grande mostra che la Tate Modern di Londra dedica alla costruzione dell’immagine di Frida Kahlo: un segnale di quanto la riflessione sul suo lascito artistico e culturale continui a suscitare interesse e nuove chiavi di lettura.
Pensata e curata da Vittoria Mainoldi appositamente per questo spazio espositivo, la mostra propone un percorso che intreccia fotografia, arte e biografia, invitando il pubblico a leggere la figura di Frida Kahlo attraverso gli sguardi di chi l’ha ritratta e ne ha documentato la straordinaria personalità. Il corpus iconografico, oltre a documentare il volto pubblico e il corpo segnato dalla sofferenza, restituisce la forza del suo spirito ribelle, la profondità del suo legame con la cultura messicana e la potenza innovativa della sua visione artistica, offrendo al tempo stesso una preziosa testimonianza del lavoro di alcuni dei più grandi fotografi del XX secolo.
Attraverso gli scatti di Edward Weston, Nickolas Muray, Imogen Cunningham, Lucienne Bloch, Toni Frissell, Julien Levy, Lola Álvarez Bravo, Bernard Silberstein, Gisèle Freund, Fritz Henle e Emmy Lou Packard la mostra offre uno sguardo intimo e sfaccettato su Frida Kahlo, mettendo in luce le sue passioni, le sue fragilità e la sua relazione con il mondo che la circondava. Ad arricchire il percorso espositivo è una sezione dedicata al materiale documentario, che contribuisce a contestualizzare ulteriormente il mito.
“Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito“ è più di una semplice mostra fotografica: è una riflessione sull’identità, sull’autorappresentazione e sulla costruzione del mito.
Un percorso emozionante che invita il visitatore a esplorare non solo l’immagine pubblica di Frida Kahlo, ma anche la sua interiorità, la sua forza vitale e l’eredità culturale che continua a ispirare generazioni.
“Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito”
è una produzione
Navigare srl
, in collaborazione con
Superstudio Più – MyOwnGallery
, con il patrocinio di
Comune di Milano, Consolato Generale del Messico a Milano.
Frida Kahlo: l’icona tra arte e immagine.
Frida Kahlo era poco conosciuta al di fuori del mondo dell’arte fino a circa 40 anni fa, tanto che quando morì, nel 1954, il New York Times annunciò: “È morta Frida Kahlo, artista, moglie di Diego Rivera”.

Da allora le cose sono molto cambiate e Frida Kahlo è diventata un’icona culturale. Così come è accaduto per l’Urlo di Munch, il David di Michelangelo, o La notte stellata di van Gogh un’intera industria è cresciuta intorno a lei. Oggi il suo volto, con lo sguardo intenso e le celebri sopracciglia marcate, campeggia su tazze da caffè, magliette, carte da gioco, portachiavi, calamite, cartoline e poster, ma anche su oggetti più insoliti, come piastrelle, cosmetici, detersivi e persino prodotti alimentari. Ciò che colpisce, però, è che — a differenza degli altri esempi — a diventare icona non è stata un’opera, ma l’artista stessa.”
La riscoperta di Frida Kahlo come artista è spesso ricondotta alla mostra del 1982 presso la Whitechapel Gallery di Londra, in cui le sue opere furono esposte accanto a quelle della fotografa Tina Modotti, e alla fondamentale biografia di Hayden Herrera — divenuta il principale testo di riferimento sulla sua vita — pubblicata pochi anni più tardi.
A partire dagli anni ’90, l’immagine di Frida Kahlo ha cominciato a permeare l’immaginario collettivo: numerosi film hanno raccontato la sua vita, stilisti di fama internazionale hanno tratto ispirazione dal suo stile inconfondibile, celebrità di ogni ambito ne hanno celebrato la figura, e le sue opere hanno spesso stabilito nuovi record nelle aste internazionali.
La mostra “Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito“ si propone di indagare il profondo legame tra l’artista e la propria immagine. Pittrice che fece dell’autoritratto uno dei suoi principali strumenti espressivi, Frida Kahlo appartiene a quel ristretto gruppo di figure la cui identità è stata elevata a icona, fino a trascendere — in molti casi — la portata stessa della propria opera.
Diversi fattori hanno contribuito a questo processo di iconizzazione, e non pochi furono consapevolmente orchestrati dalla stessa Kahlo. È noto, ad esempio, che scelse di indossare abiti tradizionali messicani in netta controtendenza rispetto alla moda del tempo, e che arrivò persino a modificare elementi della propria biografia per allinearsi idealmente alla causa rivoluzionaria — dichiarando di essere nata nel 1910, anno d’inizio della rivoluzione messicana, o attribuendosi origini ebraiche. È dunque legittimo affermare che Frida Kahlo costruì con straordinaria lucidità la propria immagine, dando vita a una forma di autorappresentazione totale, anticipando con sorprendente modernità dinamiche oggi diffuse nell’era dei social media e dell’identità visuale.
Di particolare interesse è anche il rapporto dell’artista con la fotografia. Kahlo non solo non rifuggiva l’obiettivo, ma anzi si prestava con naturalezza allo sguardo dei più diversi fotografi e fotografe, generando una documentazione visiva tanto ampia quanto rara nel panorama delle arti visive del Novecento.
Lungi dall’essere un percorso biografico per immagini, la mostra si concentra sul dialogo tra Frida Kahlo e la sua raffigurazione fotografica, interrogandosi su quanto questa narrazione visiva sia stata guidata, influenzata o persino costruita dall’artista stessa.
Lo sguardo dell’amante, quello del gallerista, delle amiche più intime, dei fotografi più celebri, dei reporter, dei connazionali ispano-americani: Frida Kahlo è stata ritratta in innumerevoli fotografie, sin dalla tenera età, quando il padre Guillermo Kahlo — fotografo di professione — la scelse come soggetto privilegiato. Questo lungo e articolato corpus fotografico rappresenta oggi una chiave preziosa per comprendere non solo la figura pubblica dell’artista, ma anche il modo in cui lei stessa desiderava essere vista.
BIOGRAFIA FRIDA KAHLO

Frida Kahlo, nata il 6 luglio 1907 a Coyoacán, in Messico, è stata una delle artiste più iconiche del XX secolo, famosa per i suoi autoritratti e per il modo in cui ha espresso il dolore, la passione e l’identità femminile attraverso l’arte. La sua infanzia è segnata da difficoltà: a sei anni contrae la poliomielite, che le lascia una gamba più debole e le procura un lieve zoppicare, una caratteristica che la renderà oggetto di scherno da parte dei suoi coetanei. Nonostante ciò, Frida cresce con una personalità vivace e determinata, che la porta a distinguersi a scuola e a sognare una carriera nella medicina.
A diciotto anni, però, un tragico incidente d’autobus cambia per sempre la sua vita. Le gravi ferite riportate costringono Frida a lunghi periodi di immobilità e a soffrire di dolori cronici per il resto della sua vita. Durante la convalescenza, inizia a dipingere per distrarsi e trova nei suoi quadri un modo per esprimere le sue emozioni. La pittura diventa così un mezzo per esplorare la sofferenza fisica e psicologica, un tema ricorrente nelle sue opere.
Nel 1929, Frida sposa il celebre pittore messicano Diego Rivera, con il quale condivide una relazione tumultuosa, fatta di passioni e tradimenti reciproci. Il loro legame intenso e complesso, sebbene spesso doloroso, diventa un punto di riferimento per la sua vita e la sua arte. In molti dei suoi dipinti, Frida esplora le dinamiche della loro relazione, mostrando le sue ferite emotive e il suo amore per Rivera.
Frida Kahlo è conosciuta soprattutto per i suoi autoritratti, caratterizzati da una fusione di realismo e simbolismo. I suoi quadri, spesso crudi e intensi, riflettono un linguaggio visivo unico che esplora il corpo femminile, l’identità di genere e le radici culturali messicane. Simboli come la natura, gli animali e il folklore messicano sono spesso presenti nei suoi dipinti, intrecciandosi con la rappresentazione di dolore e sofferenza.
Negli anni ‘40, Frida ottiene finalmente riconoscimento internazionale: le sue opere vengono esposte a New York e Parigi, e lei stessa viene acclamata come un’icona dell’arte messicana e del surrealismo, sebbene lei stessa rifiuti questa etichetta. Negli ultimi anni della sua vita, nonostante il peggioramento della salute, Frida continua a dipingere e a partecipare attivamente alla vita artistica e politica del Messico, sostenendo i diritti delle donne e le cause sociali.
Frida Kahlo muore il 13 luglio 1954 nella sua casa a Coyoacán, oggi trasformata nel Museo Frida Kahlo.
Vittoria Mainoldi – Storica dell’arte e curatrice
Una mostra inedita indaga il particolare rapporto tra una delle più importanti artiste del Novecento, Frida Kahlo, e l’immagine fotografica. “Attraverso i miei occhi” è un percorso espositivo che si articola attraverso 71 scatti di alcuni dei più grandi maestri del mezzo per analizzare il ruolo che la fotografia ha avuto nella creazione del mito di Frida Kahlo, sia per l’artista che per la cultura popolare.
La mostra presenta le opere di Edward Weston, Nickolas Muray, Imogen Cunningham, Lucienne Bloch, Toni Frissell, Julien Levy, Lola Álvarez Bravo, Bernard Silberstein, Gisèle Freund, Fritz Henle, Emmy Lou Packard ed include anche diverso materiale documentario.
MYOWNGALLERY di Superstudio Più. via tortona,27 milano
Dall’8 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027
| Orari | Da lunedì a venerdì: ore 09:30 / 19:30 Sabato, domenica e festivi: ore 09:30 / 20:30 Ultimo ingresso 30 min prima della chiusura |
Informazionie Biglietteria | MyOwnGallery – Superstudio Più Telefono biglietteria: (+39) 351 969 1405 Per la vendita online: www.ticketone.it |