(Durata: 1 ora 21 minuti)
di Juan Pablo Sallato
con Nicolás Zárate, Marcial Tagle, Boris Quercia

IN ANTEPRIMA ITALIANA AL BIOGRAFILM L’11 GIUGNO E
DAL 9 LUGLIO AL CINEMA CON I WONDER PICTURES
Cile, 11 settembre 1973, colpo di stato militare. Il capitano Jorge Silva, ex capo dell’intelligence dell’Aeronautica, viene incaricato di trasformare l’Accademia in cui sta addestrando i giovani cadetti in un centro di detenzione e tortura. Mentre gli hangar si riempiono di prigionieri e la repressione diventa sempre più brutale, Silva si ritrova a un bivio: obbedire agli ordini e appoggiare il nuovo regime, o disobbedire e aiutare chi lotta per sopravvivere? Ispirato a fatti realmente accaduti e girato con stile asciutto e preciso, L’Hangar Rosso è un thriller politico teso e avvincente, un dramma umano di straordinaria intensità che esplora il conflitto morale di uomini intrappolati negli ingranaggi del potere nel momento in cui la Storia li costringe a scegliere da che parte stare.
Film molto interessante anche se esplicitamente duro, non scontato ma severo nel suo percorso.Ispirato a fatti di cronaca avvenuti in Cile,nel settembre 1973, sotto il regime della dittatura di generali e colonnelli, come anche successo in Argentina, una dura realta’ cruda e descrive i fatti durante il colpo di stato. La richiesta di un popolo per una vita libera, civile, aspramente repressa con arresti, trasportati in locali, di detenzione, i cosiddetti “hangar” ecco il titolo significativo del film denuncia! Mi sono chiesta se la parola HANGAR ROSSO, possa avere un duplice significato: rosso inteso come espressione politica di un partito o anche rosso per intenderci sangue, dove i prigionieri trasportati subivano torture, sofferenze e anche spesso la morte con la fucilazione diretta, simulando a loro insaputa e obbligandoli a scappare per poi ucciderli. Molto intensa la interpretazione del capitano, ex paracadutista Jorge Silva, obbligato a sua volta ad ubbidire, anche non condividendo il comportamento dei suoi generali superiori per grado e potere. Lui stesso, confessa ad un sergente giovane, all’inizio entusiasta di essere entrato a fare parte dell’esercito, che soltanto volando con il suo paracadute, aveva la sensazione di essere un uomo libero! La liberta’ e’ un dono prezioso e talvolta noi umani ci lamentiamo per piccole cose, mentre dovremmo riflettere di ringraziare per quello che abbiamo. Questo film mi ha permesso di farlo, da vedere!