nuovo film di Francesco Mandelli, dal 26 marzo al cinema

La rimpatriata a cui nessuno vorrebbe essere invitato
DAL 26 MARZO AL CINEMA
“CENA DI CLASSE”, la nuova commedia corale diretta da Francesco Mandelli, ispirata all’omonima canzone Cena di Classe dei Pinguini Tattici Nucleari, vero e proprio manifesto generazionale.
Prodotto da Roadmovie e distribuito da Medusa Film, il film arriverà nelle sale dal 26 marzo.
Cena di Classe è una commedia corale, irriverente e agrodolce, che racconta una generazione attraverso una notte fuori controllo. Diciassette anni dopo il diploma, un gruppo di ex compagni di liceo si ritrova per il funerale di un amico: da lì, una cena carica di nostalgia si trasforma in una lunga notte di eccessi, segreti e confessioni, costringendo tutti a fare i conti con il passato, con le proprie scelte e con ciò che sono diventati.
La comicità del film nasce dal grottesco e dall’esagerazione, dal cortocircuito continuo tra l’immagine che i personaggi hanno di sé e la realtà che emerge quando le maschere cadono. Cena di Classe osserva i Millennials senza filtri né indulgenze, raccontando una generazione cresciuta con grandi aspettative e oggi chiamata a misurarsi con un presente fragile, precario e spesso distante dalle promesse del passato. Le risate si alternano a momenti più intimi e amari, in cui il riso lascia spazio al riconoscimento e diventa lo strumento più diretto per parlare di fallimenti, paure, rimpianti e desideri rimasti in sospeso.
Al centro del racconto ci sono temi universali come l’amicizia che resiste al tempo, il bisogno di appartenenza, il confronto tra ciò che si sognava di essere e ciò che si è diventati, e la difficoltà di assumersi fino in fondo la responsabilità dell’età adulta. La rimpatriata diventa così un evento simbolico in cui passato e presente si scontrano, offrendo ai protagonisti — e allo spettatore — la possibilità di scegliere se restare prigionieri della nostalgia o provare a immaginare un futuro diverso.
Con Cena di Classe, Francesco Mandelli firma una commedia più matura, fedele alla sua cifra autoriale: raccontare l’assurdo per arrivare al vero. L’ironia resta centrale, ma si accompagna a uno sguardo empatico e generazionale, capace di parlare a un pubblico ampio senza rinunciare alla profondità emotiva.
La musica in questo film non solo è ispiratrice, ma accompagna e rafforza il racconto, amplificandone il tono nostalgico e ironico e contribuendo a costruire un immaginario condiviso, in cui riconoscersi è facile, a volte scomodo, ma inevitabile.