Una Settimana di teatro a LUGANO

Una settimana di teatro
Lugano
Il regista Andrea De Rosa torna a collaborare con il drammaturgo Fabrizio Sinisi portando in
scena Orlando sul palco del LAC martedì 17 e mercoledì 18 marzo alle ore 20. Uno spettacolo che,
ispirandosi al personaggio di Virginia Woolf, capace di attraversare spazio e tempo grazie alla forza
dell’immaginazione e della letteratura, affronta la fondamentale tematica dell’identità.
Il 9 ottobre del 1927, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che
Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della
tua mente… ti secca? Di’ sì o no”. Vita non si sottrae, accettando di diventare oggetto, musa, modello
e interlocutrice di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna.


La scrittura di Orlando nasce così: come un omaggio d’amore, un atto di gioia offerto a una donna e
al mondo. Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice, in un enigmatico intreccio tra
opera e biografia, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo, vissuto per più di quattrocento
anni, e mistericamente transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno
all’estasi ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga, straordinaria lettera d’amore in forma
di romanzo. In scena Anna Della Rosa, recente vincitrice del Premio Duse, prestigioso
riconoscimento dedicato alla migliore attrice teatrale della stagione 2023/24, e del Premio
dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro 2024.
Martedì 17 e mercoledì 18 marzo alle ore 20 al Teatro Foce va in scena una commedia divertente e
surreale che sfida l’incubo della vita reale. Giampiero Rappa firma testo e regia de L’uomo dei sogni,
trascinando il pubblico nel mondo onirico del protagonista, invitandolo a condividere la sua angoscia,
a ridere dei suoi incontri bizzarri e a riflettere sulla sottile linea che separa sogno e realtà.
Giovanni, conosciuto nel mondo dei fumetti come Joe Black, è un disegnatore di grande talento ed
esperienza. La sua vita, però, è stata sconvolta da un evento che lo ha fatto precipitare in un abisso
così profondo da spingerlo a ritirarsi dal mondo, cercando rifugio nella solitudine della sua casastudio, lontano dalle persone e dagli impegni di lavoro.
La commedia prende vita nell’oscurità della notte, trasformando la casa di Giovanni in un teatro di
sogni inquietanti e visioni surreali: gli eroi che aveva scartato dai suoi fumetti, gli amici e i familiari
della vita quotidiana lo tormentano incessantemente, creando un vortice di illusioni e realtà.  
Il ritorno di sua figlia dalla Nuova Zelanda segna un punto di svolta: Viola, una montatrice emergente
nel mondo del cinema internazionale, cerca di sostenere il padre ma porta con sé una notizia che lo
scuote ulteriormente…
Sabato 21 e domenica 22 marzo alle ore 20 va in scena in Sala Teatro Medea’s Children di Milo Rau,
regista svizzero e attuale direttore del Wiener Festwochen, definito dalla critica come l’artista “più
influente” (Die Zeit), “più premiato” (Le Soir), “più controverso” (la Repubblica) e “più ambizioso” (The
Guardian) del nostro tempo. Il suo nuovo lavoro, che si ispira alla Medea di Euripide e a un caso
giudiziario realmente accaduto in Belgio, dà voce ai bambini che riflettono su separazione, ingiustizia
e sul potere eterno della tragedia. Dopo Five Easy Pieces, presentato al LAC nella stagione
2017/18, Milo Rau offre un nuovo sguardo sul ruolo dei bambini nel teatro. Il punto di partenza è un
vero caso di cronaca nera: una madre, sopraffatta dalla disperazione, tenta di togliere la vita ai propri
figli e poi a se stessa, ma sopravvive.
Questa moderna tragedia si intreccia con quella classica di Medea, la storia forse più oscura, tra
conflitto relazionale e infanticidio, all’origine della cultura occidentale.
Ripetendo le scene all’infinito, interpretando personaggi antichi e moderni, adulti e bambini, e
dissezionando la violenza con inquietanti rievocazioni, un cast di sei giovani attori non professionisti
affronta il destino implacabile del tragico e riflette sulla storia della famiglia, sul primo amore, sui
primi incontri con la morte, sui desideri per il futuro e sulle paure legate alla fine del mondo che tutti
condividiamo. Medea’s Children è una piccola storia del teatro in cui i bambini, condannati al silenzio
nelle tragedie classiche, prendono finalmente la parola.

Lo spettacolo – in lingua olandese con sopratitoli in italiano – contiene riferimenti diretti o indiretti al
suicidio, all’infanticidio e alla pedofilia, oltre a scene con la presenza di sangue finto, è adatto a un
pubblico adulto.
In occasione dello spettacolo Medea’s Children, LAC edu organizza, in collaborazione con l’Istituto di
Studi Italiani (USI), un incontro di approfondimento dal titolo La messa in scena della violenza nel
teatro di Milo Rau, sabato 31 marzo alle ore 18:30 in Sala 4. Quale funzione ha la rappresentazione
della violenza in scena? Quale ruolo resta a chi guarda? Il teatro di Milo Rau, uno dei registi più
radicali della scena contemporanea, interroga il rapporto tra la nostra società e le immagini della
violenza. Tra ricostruzione documentaria, riscrittura del mito antico e confronto con la storia recente,
gli spettacoli di Rau mettono in crisi il confine tra realtà e finzione, tra testimonianza e messa in
scena, chiamando lo spettatore a interrogare il proprio sguardo e la propria responsabilità.
Maddalena Giovannelli e Vega Tescari, professoresse all’Università della Svizzera italiana, mettono in
dialogo lo sguardo teatrale e quello cinematografico, riflettendo sulle implicazioni estetiche ed etiche
della rappresentazione della violenza. Incontro gratuito, prenotazione al sito www.laclugano.ch

Informazioni e prevendita
Biglietteria LAC
Piazza Bernardino Luini 6
CH–6901 Lugano
Orari d’apertura
Ma–Ve: 11:00–18:00
Sa–Do: 10:00–18:00
+41 (0)58 866 4222
www.laclugano.ch