In/Civiltà Stagione Arti performative 2026/27al LAC di LUGANO

schiaccianoci balletto

82 titoli, 19 produzioni e coproduzioni, 165 aperture di sipario: la stagione di arti
performative 2026/27 presenta un cartellone che spazia dal teatro alla danza fino ai
musical e ai nuovi formati. La danza dialoga con la musica, ed il teatro entra negli spazi
espositivi del Museo. Strutturata nel focus principale In/Civiltà e in diversi percorsi tematici,
la stagione rivolge uno sguardo importante alla scena svizzera e a quella internazionale.

In/Civiltà è il titolo che Carmelo Rifici, direttore artistico delle arti performative del LAC, ha scelto per
la stagione 2026/27. Una stagione che guarda al presente in un tempo che appare sempre più
incerto e fragile, in cui diritti che sembravano acquisiti come convivenza, fiducia nelle istituzioni e nel
valore della conoscenza vengono quotidianamente messi alla prova. “Un titolo che contiene due
significati: essere nella civiltà, abitare lo spazio comune costruito dagli uomini attraverso le leggi, la
cultura, il pensiero e l’arte – dichiara Rifici – Ma anche interrogarsi sul suo contrario: sull’inciviltà che
può riaffiorare quando la paura, la violenza, l’indifferenza o il desiderio di sopraffazione prendono il
posto del dialogo e della responsabilità. Il mondo in cui viviamo, purtroppo, oggi. Eppure, non
possiamo arrenderci, dobbiamo prendere posizione.”
In/Civiltà
Capitolo fondante della stagione e del focus principale che ne suggerisce il titolo è Orestea – parte
prima Mythos, parte seconda Logos –, nuova fatica registica dello stesso Rifici che debutterà al LAC
in prima assoluta (dal 15 al 17 gennaio). Rifici restituisce alla tragedia di Eschilo il suo carattere di
origine di trauma fondativo, proponendo un’indagine sulla fragilità della nostra idea di giustizia.
Accanto ad Orestea, il focus riassume sette spettacoli che indagano le grandi contraddizioni del
nostro tempo, afflitto da guerre che sembrano non avere mai fine. Il prodigio, romanzo di esordio di
Fabrizio Sinisi che si configura come un’apocalisse contemporanea, viene messo in scena da
Giacomo Bisordi (7 e 8 novembre). Mario Calabresi e Benedetta Tobagi, entrambi figli di padri
barbaramente uccisi in attentati omicidi, sono i protagonisti di Anni Settanta. Terrore e diritti (16
novembre): un viaggio nei violenti contrasti che hanno segnato l’Italia di quel periodo, che percorrono
insieme al giornalista e saggista Marco Damilano e alla podcaster Sara Poma. Guerra civile, scritto
da Sinisi e diretto da Andrea De Rosa (12 e 13 dicembre), si domanda se la normalizzazione della
guerra può farsi strumento politico e morale, ispirandosi al poema epico La Farsaglia di Marco Anneo
Lucano. Il collettivo Kepler–452 firma A Place of Safety. Viaggio nel mediterraneo centrale (2 e
3 febbraio) che racconta il viaggio a bordo della Sea Watch 5, nave impegnata in ricerca e soccorso
nel Mediterraneo centrale. Jacopo Gassmann torna al LAC per dirigere The Body of an American
(16 e 17 febbraio), nato dall’incontro tra il drammaturgo statunitense Dan O’Brien e Paul Watson, fotoreporter canadese autore della celebre immagine del soldato americano il cui corpo inerme fu
trascinato per le strade di Mogadiscio nel 1993. Alessandro Gassmann è il regista di Stato contro
Nolan (un posto tranquillo) (23 e 24 marzo), dramma di Stefano Massini che, inscenando un
processo, indaga il rapporto tra informazione, potere e responsabilità. Mariangela Granelli porta in
scena Lisa – Rapsodia di un’anima spezzata (24 marzo), monologo ispirato dalla storia dolorosa
di Lisa Montgomery, donna statunitense condannata a morte dopo una vita di soprusi.
Produzioni e coproduzioni
L’impegno produttivo del LAC segna fortemente anche la prossima stagione con 19 titoli tra
produzioni esecutive e coproduzioni, distribuite nel focus principale e nei diversi percorsi tematici.
Francesco Frongia e Ferdinando Bruni firmano la regia di Un marito ideale (dal 19 al 21 ottobre),
commedia morale di Oscar Wilde; Carmelo Rifici firma anche la regia di Sei personaggi in cerca
d’autore, sua prima sfida pirandelliana (3 e 4 dicembre) in cui dirige attori della Compagnia del
dramma italiano del Teatro Nazionale Croato di Fiume. Ugo Fiore firma adattamento e regia de
L’uomo che brucia ispirato al romanzo omonimo di Alban Lefranc (9 e 10 dicembre). Fabio
Condemi torna al LAC questa volta con Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde (22 e
23 dicembre), liberamente tratto da R.L. Stevenson, di cui è protagonista Christian La Rosa. Sabato,
domenica e lunedì (dal 27 al 29 aprile), intramontabile commedia di Eduardo De Filippo, viene
riletta da Luca De Fusco che dirige un cast di sedici interpreti.
Numerosi titoli di prosa arricchiscono la stagione in Sala Teatro. Torna in scena Antropolaroid di e
con Tindaro Granata (27 ottobre), monologo pluripremiato con una vita di quindici anni di immutato
successo in cui Granata racconta la storia della sua famiglia con l’antica tecnica del cunto siciliano;
Stivalaccio Teatro rende omaggio alla commedia dell’arte con Arlecchino muto per spavento (10 e
11 novembre); Antonio Latella firma la regia di Oscar (24 e 25 novembre), di cui è protagonista
Sonia Bergamasco, lavoro suggeritogli da Lady Oscar, il leggendario personaggio creato dalla
fumettista giapponese Riyoko Ikeda; Stefano Accorsi, diretto da Daniele Finzi Pasca, è il
protagonista di Nessuno. Le avventure di Ulisse (dal 28 al 31 gennaio), viaggio nella psiche del
più umano tra gli eroi omerici. Tra i grandi maestri della scena teatrale, Gabriele Lavia è il
protagonista e il regista di Dopo la prova (9 e 10 marzo), lavoro in cui rilegge teatralmente il
capolavoro di Ingmar Bergman, che narra il fallimento di un uomo di grande successo. Andrea
Baracco dirige Silvio Orlando ne Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello (dal 5 al 7 aprile), autore
con cui il celebre interprete si confronta per la prima volta.
Una personale dedicata a Romeo Castellucci e il Teatro internazionale
Tra i grandi protagonisti della scena teatrale mondiale e artista caro al LAC, Romeo Castellucci è il
protagonista di una personale in cui vedremo la sua ultima creazione, Faust. Fatto, non detto (22 e
23 febbraio) coproduzione LAC, radicale rilettura del capolavoro di Goethe. Il pubblico potrà
assistere a una sua lectio magistralis e assistere a Credere alle Maschere (dal 29 al 31 gennaio),
performance site-specific che sarà allestita negli spazi museali del MASI Lugano, grazie al dialogo
instauratosi con la sua neodirettrice Letizia Ragaglia. Completa la personale la proiezione di
Theatron. Romeo Castellucci, film documentario di Giulio Boato (21 gennaio, Cinema Iride).
Lo sguardo sulla scena internazionale prosegue con Lukasz Twarkowski, attivissimo regista polacco
che, dopo il successo di The Employees, torna al LAC con Limina (20 e 21 maggio), indagine sul
senso di appartenere al genere umano in un mondo post-umano governato da una superintelligenza.
Attrice e danzatrice malagueña, Maria del Mar Suarez è la protagonista della performance Los
inescalables Alpes, buscando a currito (11 ottobre), programmata all’interno del FIT Festival.

La scena svizzera
La direzione artistica segue con grande attenzione la scena svizzera. Insieme a numerosi
coproduttori, il LAC aderisce al dispositivo Extra Time Plus che riassume tre spettacoli di giovani
artisti svizzeri: il danzatore Auguste de Boursetty e la performer cantante e poetessa Alex Freiheit
sono ideatori e interpreti di Heavy, baby (24 novembre), lavoro che indaga le oscurità
dell’adolescenza; Melanie Durrer e Alina Immoos sono le protagoniste di Get [the fuck] on board
(26 novembre), performance in cui si interrogano sul motivo di certe sparizioni; Kevin Blaser e
Faustino Blanchut in F.O.B.O. (Fear of Better Options) proseguono la loro indagine sull’identità
contemporanea (28 e 29 novembre). Elena Boillat, artista multidisciplinare, debutta al LAC con
Oracola (dal 5 al 7 marzo), assolo di cui è autrice e interprete, in cui prosegue la sua ricerca artistica
sulla voce come materia prelinguistica. Entrambi di matrice autobiografica, tornano sul palco del LAC
Surviving you, always di e con Simon Waldovogel del Collettivo Treppenwitz (20 e 21 aprile) e
L’estasi della lotta di e con Carlotta Viscovo (4 e 5 dicembre).
La Compagnia Finzi Pasca, compagnia residente, torna in scena con Daniele Finzi Pasca in Icaro
(24 e 25 ottobre), che celebra i 35 anni di vita dello spettacolo con più di 800 repliche in 25 Paesi.
Melissa Vettore è Tessa, avvocata penalista impegnata in casi di violenza sessuale protagonista di
Prima Facie (2 e 3 marzo), opera teatrale della celebre drammaturga australiana Suzie Miller.

Paesaggi possibili
Giunta alla terza edizione, Paesaggi possibili, rassegna dedicata alla drammaturgia contemporanea,
continua la sua indagine sui linguaggi del contemporaneo con spettacoli di formati diversi proposti al
Teatro Foce e al Teatrostudio.
Artiste residenti alla Comédie de Genève, Eléonore Bonah e Maria Clara Castioni firmano
adattamento e regia di Chrüsimüsi (11 e 12 novembre) in cui si confrontano con l’opera di Adelheid
Duvanel, scrittrice basilese morta suicida. Il giovane attore e autore siciliano Salvo Drago torna al
LAC con Efesto. Cascau do’ cielu (14 novembre), ironica e coinvolgente riscrittura del mito di
Efesto, dio del fuoco e del ferro. Musicista e performer, Federica Rosellini è autrice e interprete di
Ivan e i cani (10 dicembre), fiaba nera di Hattie Naylor. Liberamente ispirato al romanzo di Nicola
Lagioia che ricostruisce l’omicidio di Luca Varani, La città dei vivi (20 gennaio) mette in scena la
discesa in un inferno morale di cui Ivonne Capece ha curato adattamento drammaturgico e regia.
Tommaso Giacopini firma testo e regia di Indomita indomabile indominabile (o La Lupa),
monologo sul tema del femminile di cui è protagonista Moira Albertalli, attrice, cantante e acrobata
(dal 26 al 28 febbraio). Francesco Scimemi, prestigiatore professionista, è il protagonista di
Abracadabra (10 marzo), lavoro di Babilonia Teatri, pluripremiata compagnia veneta in cui
Francesco evoca la moglie scomparsa attraverso i registri del tragico, del grottesco e del poetico.
Leonardo Manzan espone sé stesso come un’opera d’arte, salendo su un piedistallo tra paradossi e
provocazioni in Uno spettacolo di Leonardo Manzan (22 e 23 marzo). Matilde Bernardi e Marco
Corsucci firmano il progetto di Mine–Haha (6 e 7 aprile), ispirato all’omonimo romanzo di Frank
Wedekind che problematizza l’atto dello sguardo maschile sul corpo femminile.

Echi da est
Questo percorso nasce da una nuova collaborazione con la Città di Fiume per dare voce e spazio a
giovani talenti, attraverso Sei personaggi in cerca d’autore per la regia di Carmelo Rifici (vedi
paragrafo produzioni), a cui si aggiunge lo spettacolo di danza del Croatian National Theatre in
Zagreb L’uccello di fuoco / Petruška (vedi paragrafo danza). Un’occasione anche per incontrare la
numerosa comunità che dai Balcani è giunta in Ticino, conoscersi e costruire insieme nuove
opportunità di coesione.

ll corpo che cura
Il corpo che cura è un percorso tematico che attraversa la stagione e guarda al corpo degli artisti, alla
fatica del mettersi in gioco quotidianamente, al coraggio di mostrare le possibili imperfezioni. Bianca
Berger, giovane coreografa ticinese, debutta al LAC con Tamdom (21 e 22 novembre), spettacolo
che traduce in coreografia il modello matematico che descrive i processi biologici legati all’Alzheimer.
La giovane Alice Sinigaglia firma la regia di Madri (25 novembre), dialogo serrato tra madre e figlio,
scritto da Diego Pleuteri e selezionato come miglior testo italiano dai Premi Ubu 2025. Can Can (18
e 19 febbraio) nasce dall’incontro tra il regista Giovanni Ortoleva e Irene Mantova, performer a cui è
stata diagnosticata l’epilessia, intrecciando la storia di Irene con quella di Jane Avril, la celebre
ballerina di can can immortalata da Toulouse-Lautrec, che trasformò la propria epilessia in cifra
espressiva. Danzatore non vedente, Giuseppe Comuniello è ideatore e interprete di Cuna (22 aprile),
esperienza sensoriale in cui farsi cullare. Tra serietà e burlesque, La donna si cura (kills the party)
della argoviese Julia Haenni (28 aprile) mette in scena la storia secolare dello sguardo patriarcale
sul corpo delle donne e, con essa, la storia della medicina occidentale. Silvia Gribaudi firma
coreografia e drammaturgia di Graces (28 maggio) che omaggia il concetto di bellezza e natura
ispirandosi ironicamente a Le tre grazie di Antonio Canova.

Oltre il genere
Sono quattro i lavori che indagano il tema del rapporto tra identità e genere. L’artista di origine belga
Johannes Wirix–Speetjens firma testo, ideazione e drammaturgia di Classical Queers (21 e 22
ottobre), calandosi nei panni di artisti queer come Freddie Mercury, Pëtr Il’ič Čajkovskij ed Etgel
Smith, personalità con cui immagina un possibile dialogo. Antonio Latella torna al LAC con Oscar
(24 e 25 novembre, vedi paragrafo produzioni). Nel nuovo lavoro di Elena Boillat, Oracola (dal 5 al 7
marzo), voce e ascolto vengono ripensati come tessuti queer che vanno oltre le opposizioni binarie.
Alessandro Bandini dona corpo, voce e anima a Per sempre (12 e 13 marzo), produzione LAC che
ha debuttato lo scorso ottobre ed è reduce da una lunga tournée, uno spettacolo sul bisogno di
sentirsi amati incondizionatamente suggerito dal carteggio inedito tra Giovanni Testori e Alain
Toubas.

Indagini sulla realtà
Slavista, docente e traduttore, Paolo Nori è il protagonista di Paolo Nori racconta il maestro e
Margherita – Sympathy for the Devil (16 dicembre), serata in cui ci accompagna alla scoperta del
capolavoro di Michail Bulgakov. Stefano Nazzi, giornalista e podcaster de Il Post, specializzato in
cronaca nera e giudiziaria, è il protagonista di Indagini Live (17 aprile) dopo il successo de Il delitto
del Circeo (2024) e Il mostro di Firenze (2025). A partire da La catastròfa, libro di Paolo Di Stefano
che narra la tragedia della miniera di Marcinelle che nel 1956 causò centinaia di vittime, Etta Scollo
ha composto un oratorio musicale (data in via di definizione) che ci viene restituito accompagnata
dall’attore Leonardo De Colle.

Intelligenze quantiche
Prosegue il percorso tematico in collaborazione con IBSA Foundation per la ricerca scientifica che
indaga il possibile rapporto tra arte e scienza, attraversando sia la stagione musicale che quella di arti
performative. Allo spettacolo di danza di AiEP Koppelia_giardino13 (13 e 14 ottobre) che
immagina figure postumane capaci di mettere in crisi i tradizionali confini tra corpo, tecnologia e
natura, si affianca Mai più Majorana di Maruccia/Castellani/Manella (5 maggio), che prende
spunto dal mistero della scomparsa del fisico italiano Ettore Majorana ed immagina un lavoro che
intreccia scienza e vita, filosofia e destino, trasformando un mistero mai risolto in una riflessione sulle
conseguenze delle proprie scelte. Dopo il grande successo di Psycho, prosegue il percorso dedicato
al dialogo tra cinema e musica eseguita dal vivo: capolavoro di Ridley Scott, Blade Runner sarà proiettato in Sala Teatro (14 e 15 novembre), accompagnato da The Avex Ensemble che eseguirà
la colonna sonora di Vangelis. Sabato 8 maggio l’astrofisico e divulgatore Luca Perri ci invita a
seguirlo in una serata intitolata Star Wars tra musica e scienza (8 maggio) in un viaggio tra
scienza e fantascienza, con la colonna sonora di John Williams eseguita dall’Orchestra Sinfonica di
Milano.

Danza



UCCELLO DI FUOCO Created by PhotoWatermark Professional


La stagione di danza propone un viaggio appassionato tra radici svizzere e voci della scena internazionale: un palinsesto in cui il corpo parla numerose lingue tra riletture audaci, nuove creazioni
e incontri tra generazioni. Ariella Vidach e Claudio Prati, Cindy Van Acker e Geraldine Chollet offrono
tre opere che oscillano tra omaggio al classico e reinvenzione: Koppelia_giardino 13 (13 e 14
ottobre) di AiEP rilegge il celebre balletto ottocentesco ai tempi dell’AI; artista amata dal LAC, Cindy
Van Acker si confronta con l’opera del compositore Iannis Xenakis grazie a Pléïades, in absentia
(15 dicembre), esperienza sonora con musica eseguita dal vivo dal collettivo ginevrino Eklekto; in La
Tendresse du ventre de la baleine (19 gennaio), la coreografa e danzatrice vaudese Chollet
esplora il racconto del Libro di Giona, personaggio biblico in salsa pop, tra identità, aspirazioni intime
e senso di appartenenza. Attesissimo il ritorno di Christos Papadopoulos, coreografo greco di cui
alcuni ricorderanno il fortunato Landless; in Sala Teatro vedremo My Fierce Ignorant Step (21
novembre), lavoro che naviga tra poesia, danza, suono e musica. Quattro compagnie di grande
prestigio internazionale completano la programmazione: Dresden Frankfurt Dance
Company
presenta Undetainment / À la Carte (25 aprile) firmato da Ioannis Mandafounis e
William Forsythe, in cui rigore formale e esplorazione corporea dialogano lucidamente; Nederlands
Dans Theater NDT 2
(27 gennaio), con i coreografi Jiří Kylián Eyal & Gai Behar e Noé Soulier,
disegna nuovi paesaggi tra classico e ultra contemporaneo; Angelin Preljocaj e la sua compagnia
presentano la nuova coreografia Soulèvemt (Uprising) (14 marzo): il Croatian National Theatre in
Zagreb propone L’uccello di fuoco e Petruška (28 febbraio), due pezzi che attingono al mito cui
restituiscono potenza vitale. Dopo il successo dello scorso anno, torna la produzione LAC Lo
schiaccianoci (1
9 e 20 dicembre), riletto dal coreografo Mauro Bigonzetti per la MM Contemporary
Dance Company.
Musica e musical

cenerentola musical


La stagione è completata da grandi musical e concerti di musica pop. Già più volte ospite delle
scorse stagioni, Fiorella Mannoia torna sul palco del LAC (23 ottobre) protagonista di un concerto
in cui omaggia due grandi della storia della musica italiana, Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati;
esattamente un mese dopo (23 novembre), Arisa interpreta brani che hanno segnato il suo percorso
d’artista in un appuntamento chiamato Live Tour. Gradito ritorno anche quello di Massimo Ranieri
protagonista di Tutti i sogni ancora in volo e continuano a volare (28 novembre), concerto in cui il
celebre artista alterna grandi successi musicali, brani cult, monologhi ironici con la versatilità e il
carisma che lo contraddistinguono. Torna il tradizionale gospel natalizio (21 dicembre) con uno dei
cori più apprezzati degli Stati Uniti: Eric Waddell & The Abundant Life Singers, formazione
capace di trasformare ogni esibizione in una vera festa collettiva. I Nomadi sono protagonisti di un
concerto che celebra il luogo dove da oltre sessant’anni continua a esprimere la propria essenza: il
palcoscenico (9 aprile); torna al LAC Stomp (dal 13 al 15 aprile), celebre compagnia britannica che
con percussioni, danza e acrobazie dà vita a spettacoli pieni di ritmo ed energia. Una delle storie più
amate di sempre, Belle e la bestia – Il Musical sarà al LAC (6 e 7 marzo) in versione musical per
un pubblico di ogni età: una fiaba in musica di cui sono protagonisti Giulia Penna, Fabrizio Voghera e
Sergio Muniz. Arriva al LAC il pluripremiato Chicago (dal 16 al 21 marzo), il musical più sexy di
sempre, con le leggendarie coreografie di Bob Fosse. La celebre fiaba torna a far sognare con un
musical travolgente: Cenerentola – Il Musical della Compagnia delle Formiche (10 e 11 aprile) reinventa la storia della giovane fanciulla destinata a diventare principessa con un testo originale e
un linguaggio teatrale moderno.


Intrattenimento e Teatro comico
Adieu! (dal 22 al 24 gennaio) è lo spettacolo con cui la compagnia svizzera Mummenschanz si
congeda dal pubblico dopo 55 anni di attività: uno spettacolo in cui Floriana Frasssetto riunisce i
momenti più significativi della storia della celebre compagnia di teatro di maschere. Ale e Franz, il
duo comico italiano per eccellenza, torna al LAC (24 febbraio) con un nuovo originale spettacolo che
celebra la loro trentennale carriera: un ennesimo Capitol’ho della loro storia. Ospiti immancabili di
tutte le stagioni, incontreremo nuovamente I Legnanesi (dal 2 al 4 aprile) e la Famiglia Colombo,
protagonisti di un nuovo grande show pieno di risate, colori e quadri musicali che riecheggiano la
tradizione della Rivista all’Italiana. Entrambi Leoni d’Oro alla carriera 2018 alla Biennale Teatro,
Antonio Rezza e Flavia Mastrella firmano l’ideazione di Metadietro (14 maggio), lavoro in cui
l’Ammiraglio Rezza con la sua navicella spaziale compie un viaggio visionario ricco di ironia surreale e
comicità crudele.
Spettacoli per famiglie
La stagione non trascura le proposte dedicate al giovane pubblico e alle famiglie. Ospitata come di
consueto al Teatro Foce nelle domeniche pomeriggio, la programmazione è realizzata in
collaborazione con la rassegna Senza confini del Teatro Pan. Primo appuntamento è con Gianna,
che vive in una bolla
(15 novembre) di cui è protagonista Gianna e il suo pesce rosso: un lavoro
che la compagnia Binario Vivo immagina ispirandosi liberamente a Libero come un pesce di Jimmy
Liao. Una mela, due personaggi e una tavola apparecchiata sono i protagonisti di Dalla mela al sole
(31 gennaio), produzione del Teatro Pan con Cinza Morandi ed Ettore Chiummo, che sonda le infinite
possibilità dell’immaginazione. Giovannino o quello che sarà (14 febbraio), liberamente ispirata a Il
corpo senz’anima di Italo Calvino, ci racconta le avventure di Giovannino e del suo percorso di
crescita per diventare adulto. Sasso liscio, foglia rossa, guscio di noce – La storia di Nadine
(14 marzo) immagina una storia di cui è protagonista il gatto Sornione che vive in una mansarda.
Storia di un uomo e della sua ombra (11 aprile) è un cartone animato in bianco e nero, un film
muto con due attori in carne e ossa: un lavoro della compagnia Principio Attivo arricchito dalla
musica dal vivo.
Visioni parallele
Torna Visioni parallele, seconda edizione della rassegna cinematografica pensata per accompagnare
e approfondire le tematiche affrontate da alcuni spettacoli della stagione. Realizzata in collaborazione
con il Cinema Iride di Lugano nell’ambito di LAC edu, la rassegna propone sei proiezioni tutte
rigorosamente ad ingresso libero e saranno introdotte da Nicola Fiori che ne cura la
programmazione. Uno spazio di incontro tra linguaggi diversi, un invito a far dialogare il teatro e il
cinema.
Scuola Europea di Alta Formazione “Renato Palazzi” (2027- 2032)
Nel luglio del 2027 prenderà avvio la Scuola Europea di Alta Formazione “Renato Palazzi” con un
programma quinquennale. Una realtà resa possibile dalla collaborazione con la Fondazione C.LAB
del Comune di Castel San Pietro e soprattutto grazie al generoso lascito che Renato Palazzi,
compianto giornalista e critico teatrale, ha destinato a Carmelo Rifici per lo sviluppo di percorsi
dedicati al teatro contemporaneo. Il progetto si rivolge a registi, performer, coreografi e drammaturghi
con l’obiettivo di favorire un dialogo fertile tra maestri della scena internazionale e giovani artisti già
dotati di una solida esperienza professionale. Il progetto sarà presentato in modo dettagliato il
prossimo autunno.

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